Castello di Malpaga

icona per la stampa della pagina

Il castello acquistato dal Colleoni nel 1456, contrariamente a quanto hanno scritto in passato gli storici,  non era affatto in rovina, ma all’atto dell’acquisto conservava ancora intatti il fossato, la doppia cinta di mura merlate e vari ambienti interni finemente decorati.

Il Colleoni si limitò ad ampliarne la volumetria occupando gli spazi tra le due cinte e arricchendolo di portici e logge. In particolare si devono all’architetto del Capitano il mastio, lo scalone sul lato est del cortile vicino alla grande sala a pianterreno e il salone d’onore al primo piano nel lato settentrionale. Risale ai lavori di ampliamento anche gran parte dell’apparato decorativo e pittorico degli ambienti del piano superiore, mentre sono opera degli eredi del Capitano gli affreschi sulle pareti del cortile e quelli del salone a pianterreno attribuiti al Fogolino.

Oltre il fossato del castello il Colleoni fece erigere tutto attorno una serie di edifici rustici, a loro volta difesi da un secondo fossato con accesso da Sud e da Nord mediante ponti levatoi. Oltre il fossato Nord si estendeva un magnifico giardino che giungeva quasi fin sotto il castello di Cavernago.

In questa corte il Colleoni ricevette la visita di importanti personaggi come il re Cristiano di Danimarca, il duca Borso d’Este, Alessandro Sforza di Pesaro, Bonifacio di Monferrato, Carlo di Borgogna e Fortebraccio da Montone.  

I discendenti del Capitano nei secoli successivi  fecero dipingere sulle pareti del cortile alcune delle più importanti imprese del loro grande avo e nella grande sala a pianterreno fecero dipingere dal Fogolino alcuni momenti della visita al castello del re Cristiano di Danimarca.

Gli affreschi e l’apparato decorativo del castello sono stati in parte riscoperti e  restaurati nel 1944 dall’architetto Luigi Angelini. Nello stesso anno fu purtroppo colmato il fossato esterno ed eliminati i due ponti levatoi. Oggi il castello e gli edifici che lo circondano sono di proprietà della “Malpaga S.p.A.”, che ha predisposto un progetto di restauro e di riutilizzo dell’intero complesso monumentale in accordo con la Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici della Lombardia.

Di particolare interesse, oltre ai citati affreschi del cortile e della grande sala a pianterreno, anche quelli quattrocenteschi che decorano il grande salone al primo piano e le stanze dell’ala sud, mentre i locali dell’ala occidentale conservano soffitti e decorazioni a losanga appartenenti al precedente castello medievale.

Vai al sito