Quinta edizione di «Caverpaga», la festa della Comunità di Cavernago e Malpaga

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Sarà possibile visitare i castelli Colleoneschi di Cavernago e Malpaga. I due Castelli saranno collegati tra loro attraverso due meravigliosi trenini turistici gratuiti.

Nel centro di Cavernago inoltre, ci saranno molte attrazioni.

www.caverpaga.it

Inoltre si chiuderà la Mostra GLI STEMMI RITROVATI organizzata dalla Proloco due castelli Cavernago Malpaga, maggiori dettagli sulla mostra:

Questa mostra si colloca in un’ampia opera di recupero della figura del condottiere Bartolomeo Colleoni, dei suoi
discendenti Martinengo Colleoni e dei luoghi colleoneschi, mette a disposizione del pubblico alcune primizie frutto del
vasto lavoro di ricerca promosso dal Comune di Cavernago e dalla Pro Loco due castelli Cavernago Malpaga.
Fra i siti colleoneschi spicca la rocca di Malpaga con i suoi annessi: i rustici, la chiesa parrocchiale e l’ex mulino.
Benché questo luogo sia fra i principali monumenti della Bergamasca, molte sono ancora le cose da scoprire su di
esso. Fra queste vi è il tema dell’araldica.
A Malpaga sono presenti numerosissimi segni araldici, sia stemmi veri e propri, sia imprese ed elementi araldici,
spesso usati come decorazioni; la rocca è letteralmente tappezzata da oltre 600 di essi. Quasi certamente altri
emergeranno con nuovi restauri ed altri sono coperti sotto affreschi successivi.
Sino ad ora, non ne era mai stato effettuato un censimento, ma molti erano del tutto ignoti e soprattutto non si
sapeva a quale famiglia appartenessero alcuni di essi.
Oggi, grazie ad un attento studio condotto sia sul campo sia negli archivi, principalmente di Bergamo, Brescia e
Milano, riemerge una storia dimenticata e per questo si è intitolata la mostra Gli stemmi ritrovati.
Ogni stemma od elemento è stato censito e schedato in modo sistematico, studiato ed analizzato. Si sono identificati
gli stemmi di cui si ignorava l’appartenenza, si è capito a quali persone fanno riferimento e si è anche potuto meglio
precisare la datazione degli stessi ed in molti casi degli affreschi di cui fanno parte, portando anche ad una modifica di
10-20 delle datazioni tradizionalmente proposte.
Per evidenti ragioni di spazio, ci si limita agli stemmi che sono stati realizzati come tali, escludendo quindi i semplici
elementi araldici o gli stemmi che sono raffigurati in scene di affreschi, salvo quelli che servono per confronti o riferimenti.
La mostra è impreziosita da alcuni oggetti originali, anch’essi riscoperti, che riportano alla luce vicende ormai obliate.

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