Il Gonfalone

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Il Gonfalone

Il Gonfalone del Comune di Cavernago
Il Gonfalone del Comune di Cavernago

Il Gonfalone del Comune di Cavernago è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 11 marzo 1953, con firma Luigi EINAUDI e controfirma De Gasperi.

STEMMA:
Inquartato:
al 1° di argento all'aquila di rosso, coronato di nero dal volo abbassato;
al 2° di azzurro a otto fiordalisi d'oro posti in fascia 5,2,5;
al 3° di rosso alla gemella d'argento posta in banda ingollata da due teste di leone;
al 4° di argento a tre testicoli di rosso disposrti 2-1. Ornamenti esteriori da Comune.

GONFALONE:
Drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopradescritto con l'iscrizione centrate in argento "Comune di Cavernago". Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri colorati tricolorati dai colori nazionali frangianti di argento.

 

DESCRIZIONE DELLO STEMMA:

Lo stemma è di fatto la riproduzione di quello della Famiglia Martinengo Colleoni.

Alla sua morte, avvenuta nel 1475, Bartolomeo Colleoni indicò come suoi eredi dei possedimenti di Malpaga e Cavernago due nipoti nati dal matrimonio di sua figlia Ursina con Gherardo Martinengo.

Attraverso alterne vicende i Martinengo Colleoni restarono come feudatari prima e proprietari poi di queste terre fino al 10 settembre 1885 quando Venceslao Martinengo Colleoni morì senza eredi.

La storia racchiusa nello stemma può essere così brevemente raccontata.

Al primo quarto l’aquila coronata è lo stemma dei Martinengo famiglia discendente dai conti palatini Gisalbertini stabilitasi poi nel Castello di Martinengo intorno all’anno mille prendendone il nome.

Il secondo quarto deriva da una concessione ricevuta da Bartolomeo Colleoni da Renato d’Angiò nel 1467 con cui gli veniva consentito di inquartare nel suo stemma i gigli di Francia in campo azzurro (interessante che nel decreto di concessione si parli invece di fiordalisi).

Il terzo quarto è riferito ad un’altra specifica concessione ottenuta dal giovane Bartolomeo da un altro rappresentante della famiglia angioina: la Regina di Napoli Giovanna II negli anni 20 del 1400. Il Colleoni poco più che venticinquenne era stato al servizio della cinquantenne regina con cui aveva intrecciato una focosa relazione amorosa. I due leoni affrontati e uniti dalla barra sono testimonianza della valentia di Bartolomeo su tutti i fronti.

Il quarto quarto riporta il simbolo più conosciuto della famiglia Colleoni: le tre paia di testicoli. Su questo stemma fioriscono leggende sulle particolarità fisiche di Bartolomeo, sul fatto che i testicoli simboleggiassero la straordinaria virilità e il coraggio del condottiero, non ultimo il dibattito se lo stemma derivi dal cognome o viceversa. Oggi gli storici propendono per la versione che la famiglia fosse conosciuta con quel cognome da lungo tempo prima della nascita di Bartolomeo e lo stemma sia dunque “agalmonico” cioè parlante : traduce il nome in immagini.

Decreto del Gonfalone del Comune di Cavernago

Decreto del Gonfalone del Comune di Cavernago

Lo stemma di Cavernago